28 settembre, 2006
Eppur si move anche Corte Franca
23 settembre, 2006
LIETO EVENTO
14 settembre, 2006
A proposito di zone umide
Quei tesori della natura - Sono eco-sistemi con la più alta e ricca diversità biologica
Interesse per le aree dove crescono piante rare e a rischio di estinzione, mentre pesci, uccelli e rettili vi si riproducono
BRESCIA.In passato oggetto di bonifica, oggi aree da salvaguardare. Le zone umide che altro non sono che ambienti con specchi d'acqua, come fiumi, stagni, fossi, sorgenti, paludi, o aree in cui sono presenti acque stagionali come boschi inondati, pantani, prati acquitrinosi o luoghi fangosi sono, insieme alle foreste tropicali, gli ecostistemi del pianeta con la più alta diversità biologica e produttiva. Habitat complessi dove i fattori principali, l'acqua, il suolo, le piante e gli animali, interagiscono a produrre risorse di grande importanza.
Le zone umide, di cui la nostra provincia è particolarmente ricca, contribuiscono, ad esempio, al mantenimento dei livelli di falda acquifera o al controllo delle inondazioni e dell'erosione. Inoltre concorrono alla regolazione del clima e favoriscono particolari condizioni microclimatiche, senza dimenticare che spesso sono usate come vie di trasporto, zone di ricreazione e turismo. Un'utilità insostituibile per l'equilibrio dell'ecosistema anche per gli animali che le popolano e che qui si riproducono.
Tante doti per un terreno che, dopo le bonifiche per fini agricoli, sanitari o industriali, conosce oggi la minaccia dell'estinzione.
Il viaggio di riscoperta e difesa delle zone umide, parte da lontano, nel 1971 con la convenzione di Ramsar (località iraniana) che stabilisce la tutela di questi speciali ambienti naturali.
La nostra provincia, in linea con le normative europee e nazionali sulle zone umide e sulla tutela della fauna e dell'ambiente naturale, ha provveduto a mappare il territorio bresciano. Novanta le zone di interesse, per un totale di 44 comuni coinvolti, entrate a far parte del censimento.
«Ogni area ha una propria specificità, data dalla posizione geografica, dalla presenza di determinate specie di fauna o flora» spiega Eugenio Zanotti, botanico e coordinatore del progetto di censimento dal 2001.
La pianura bresciana e le zone limitrofe ai laghi di Iseo e di Garda conservano ancora diverse aree palustri dall'elevato interesse faunistico e vegetazionale.
«Durante i sopralluogi abbiamo trovato una specie rarissima di erba, la Senecio Doria, che, in Lombardia, cresce solo a Soprazocco. L'Università di Pavia si è già fatta mandare il seme per poterlo inserire nel database della Banca del Seme. Solo in questo modo si può evitare l'estinzione - racconta Zanotti -. Le sorprese, però, sono continuate con il rinvenimento della felce più grande d'Europa, la Felce Florida, che cresce solo sulle rive dell'Oglio. Ma l'elenco potrebbe continuare ancora».
Le cause di alterazione e distruzione delle zone umide sono dovute, nella maggior parte dei casi, a errate scelte di valutazione da parte dell'uomo. Inquinamento o contaminazione delle acque sono i pericoli più frequenti insieme all'accumulo di rifiuti o di sostanze tossiche.
Una scarsa conoscenza può portare anche a scelte sbagliate: prosciugamento dei corsi d'acqua, bonifiche, drenaggi o l'abbandono, come nei casi dei fontanili, delle pratiche di manutenzione, l'introduzione di nuove specie predatrici, potrebbero sancire la condanna delle zone umide.
«Il censimento portato a termine riveste proprio questo scopo - continua Zanotti -, permettere ad ogni Comune che ospita una o più zone umide di conoscerle e trovare i metodi migliori per la gestione e la conservazione»
Cecilia Bertolazzi.
Giornale di Brescia del 13/9/2006
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08 settembre, 2006
Corso per guardatori di uccelli
CORSO DI BIRDWATCHING
per il riconoscimento dell’avifauna
Presso l’Auditorium del MUSEO di SCIENZE NATURALI di Brescia -Via Ozanam 4
Il corso comprende una parte teorica per apprendere le nozioni base per il riconoscimento in natura dell’avifauna stanziale e migratrice tipiche delle nostre zone e una parte pratica con uscite guidate sul campo.
Le serate teoriche si terranno presso l’Auditorium del Museo con inizio alle ore 20.45 e termineranno alle ore 22.30 circa secondo il seguente calendario:
Ven 6 ottobre
Ven 13 ottobre
Ven 10 novembre
Ven 24 novembre
Le uscite mattutine sul campo avranno il seguente calendario:
Dom 15 ottobre
Dom 12 novembre
Dom 26 novembre – “gita” di fine corso in località da definire.
Il programma delle uscite potrà subire variazioni in caso di maltempo.
La partecipazione al corso è fissata in 20€ per gli associati ad EBN-Italia (www.ebnitalia.it) e 25€ per gli altri. E’ possibile associarsi in loco.
A tutti gli iscritti verrà distribuita in omaggio la guida da campo
“La nuova Guida del Birdwatcher” Muzio Editore, del valore di 16€.
Per maggiori informazioni:
Visita il sito: www.menaco.org
E-mail occhiocotto@yahoo.it
30 agosto, 2006
Ciao, Avvocato
27 agosto, 2006
Jet set
Il tormentone e' iniziato (non ricordo se a fine giugno o gia' in
luglio) con la festa a sorpresa per la moglie organizzata in Marocco
(jet privato "dirottato" all'insaputa degli occupanti, canti e balli da
mille e una notte). In Agosto non e' mancato giorno in cui i principali
quotidiani nazionali abbiano riportato la cronaca delle sue
apparizioni della sera precedente in questo o quel locale della Costa
Smeralda o a Villa Certosa. Il corriere di oggi riporta (dopo le
cronache della cantata di ieri sera in compagnia della Parietti) notizia
degli spostamenti della moglie Veronica tra Fiji (dove tengono una
barchetta abbandonata da anni) ed Antigua (dove starebbero sistemando
una villetta). Tanto ce n'e' da farci rimpiangere gli antichi fasti
della rubrica "Chi se ne frega" del settimanale Cuore.
Invece no. Una loro valenza politica queste notiziuole l'hanno eccome.
Pare che lo Stato Maggiore della lega se la sia presa male ed abbia
addirittura minacciato la definitiva uscita dalla casa delle liberta'.
"Chi glielo spiega alla base che Pontida e Ponte di Legno non vanno piu'
di moda?" si sarebbe sfogato un potente notabile leghista con interessi
immobliliari nelle zone. "Come riuscire a "far passare" l'idea che le
Bermude non siano solo calzoncini, Fiji non solo un profumo?" avrebbe
dichiarato un deputato della circoscrizione Lombardia 2. "Avremmo
auspicato una convergenza verso mete prealpine o, al massimo,
dolomitiche ... ma il Marocco..." avrebbe confidato con indignazione un
ex-viceministro. Queste dichiarazioni sono state interpretate come
insindacabile sintomo di disagio in seno ai vertici del partito.
Le diplomazie sono tuttavia al lavoro per trovare una ricucitura. Pare
che il caro leader abbia promesso di esibirsi in una serie di eventi
"riparatori", in compagnia del fedele Apicella: il primo appuntamento,
all'inizio di setembre, in una celebre balera di Zone. Seguira', in
ottobre, uno spiedo nella residenza autunnale di un noto finanziere
bresciano a Serle. Si vocifera infine (ma non e' certo) che vi sara'
un'apparizione in grande stile ad Erbusco (con tanto di vulcano
artificiale) per il lancio del Novello di Franciacorta (fine
novembre/primi di dicembre). I bene informati rivelano: la denominazione
del vino sara': "Sforza Italia". Un tributo al caro leader che contiene
un sottile riferimento alle incredibili proprieta' lassative (del vino).
26 agosto, 2006
Cotone OGM.... ahi ahi ahi
22 agosto, 2006
Cartelu' e gnurantu'
"Giriamo" sul blog la bella lettera scritta al direttore del Giornale di Brescia da Beppe. Disdicevole ed indigeribile vedere come vengano sperperate risorse pubbliche. Verrebbe la tentazione di indire lo "sciopero fiscale" contro queste bischerate leghiste che squalificano il territorio (ed i relativi abitanti):
Ho letto sul Suo giornale di Sabato 12-8-2006 che la Provincia di Brescia ha emesso un bando per la concessione di contributi finalizzati alla realizzazione di cartellonistica stradale in dialetto e, a questo scopo, ha messo a disposizione un fondo di 100.000 €uro. La cifra va ad aggiungersi a quelle stanziate precedentemente per il «Progetto di recupero e valorizzazione delle tradizioni locali».
In realtà, dietro questa pomposa dizione, c’è semplicemente la volontà politica di attuare a livello provinciale l’idea che ha preso corpo intorno al 2000 in alcuni comuni a guida leghista.
Dall’articolo pare che i comuni interessati debbano affrettarsi perché l’ammissione al contributo rispetterà l’ordine cronologico di presentazione. Non so se, e quali, altri controlli siano stati disposti su ciò che si è deciso di finanziare, ma come ho già avuto occasione di dirLe, questa è un’operazione di cui non si capisce l’utilità.
Se per «Recuperare e valorizzare le tradizioni locali» bastasse un cartello stradale con il nome del paese scritto in dialetto, la Provincia avrebbe trovato la propria bacchetta magica.
Ma evidentemente non è così.
I cartelli non sono utili ai residenti che già conoscono il nome dialettale del luogo (per i quali è solo un’ulteriore aggiunta alla segnaletica verticale già ampiamente affollata) e non sono utili nemmeno a chi viene da fuori alla ricerca di tutt’altro che forme di segnaletica bilingue.
Dove il bilinguismo è un’esigenza vera si trovano sulla cartina topografica entrambi i nomi della località scritte sulla cartellonistica stradale.
Dove il bilinguismo è una vera necessità (es. Sud Tirolo e Valle d’Aosta) il problema viene affrontato fin dall’età scolastica di modo che si possano padroneggiare entrambe le lingue.
Questo "bilinguismo" nella nostra segnaletica stradale, dunque non risponde ad esigenze di qualche utilità per la popolazione.
Oltretutto c’è da dire che il nostro dialetto è figlio della tradizione orale.
Dovendo scrivere un cartello stradale accade che le regole di scrittura adottate (in buona fede) arrivino perfino a falsare la fonetica del luogo che si dice di voler recuperare e valorizzare.
Le chiedo: c’è qualcuno che si occupa di fare un controllo di questo genere o… ciò che viene scritto va bene comunque? Un "progetto" dovrebbe avere qualche forma di "verifica, no?
Forse c’erano altre priorità da soddisfare.
G.Z.